Il caso siamo noi.
Prima di venderlo,
lo usiamo tutti i giorni.
Lo studio lavora con tre agenti AI a cui si scrive su Telegram, come a un collega. Uno segue posta, documenti, agenda e grafiche, due scrivono e correggono il codice dei siti e dei gestionali che seguiamo. Le decisioni restano a una persona, il lavoro ripetitivo lo fanno loro.
Dal 6 luglio al 9 ottobre 2026 ai tre agenti di lavoro sono arrivate 7.787 richieste, in 549 conversazioni. Qui raccontiamo come sono messi, cosa fanno da soli e cosa no, e le regole che abbiamo scritto dopo averli visti sbagliare.
Come sono fatti
Ogni agente ha un compito, un proprio file di istruzioni e una propria memoria. Si scrive su Telegram, anche con un messaggio vocale, e l'agente risponde con il lavoro fatto o con una domanda, mai con un giro di parole.
- Il primo segue la parte d'ufficio: posta, cartelle condivise, fogli di calcolo, agenda, preventivi, grafiche per eventi e clienti.
- Gli altri due lavorano sul codice: i siti dei clienti, il gestionale ActaDesk, le correzioni e le pagine nuove. Questa pagina compresa.
Il motore principale è Claude, di Anthropic. Per le ricerche aggiornate e per un secondo parere gli agenti interrogano anche Gemini, GPT e Grok: nessun modello in esclusiva, per ogni compito si usa quello che lo fa meglio.
Fra una conversazione e l'altra l'agente non ricorda niente da solo. Per questo ogni lavoro finisce con una nota scritta: cosa è stato fatto, dove sta il file, cosa resta aperto. La conversazione successiva riparte da lì.
Cosa fanno da soli, e cosa no
Da soli fanno il lavoro che si può rifare: creare un documento, impaginare una grafica, scrivere la bozza di una mail, aggiornare un foglio, preparare una modifica al sito. Un errore lì costa qualche minuto.
Chiedono prima tutto quello che esce verso l'esterno o non torna indietro: una mail spedita a un cliente, una pubblicazione, una cancellazione. La risposta arriva con un sì o un no sul telefono, e senza quel sì l'azione non parte.
E c'è una regola che vale per tutti: un dato che l'agente non ha letto alla fonte non lo scrive. Se manca, al suo posto compare «da verificare». Un buco dichiarato costa meno di un numero inventato con lo stesso tono di uno vero.
Le regole nate dagli errori
Gli agenti sbagliano, come chiunque. La differenza la fa cosa succede dopo: ogni errore diventa una regola scritta, che l'agente rilegge all'inizio di ogni lavoro.
Un esempio. La pagina di ringraziamento di un sito che seguiamo è rimasta rotta per quasi due settimane, perché la prova era stata fatta solo in locale e non sul sito pubblicato. Da allora ogni pubblicazione si verifica sul sito vero, fino all'ultima pagina del percorso.
Un altro. Una pagina web, un PDF o una foto possono contenere istruzioni scritte apposta per un'AI, nella speranza che le esegua. Per i nostri agenti quello che arriva da fuori è un dato da leggere, mai un ordine: se trovano una frase del genere la segnalano e si fermano.
richieste
arrivate ai tre agenti di lavoro
conversazioni
ognuna chiusa con una nota scritta
modifiche al codice
registrate in 29 progetti
Da dove vengono i numeri
Le richieste e le conversazioni le contiamo dalle trascrizioni delle chat, le modifiche al codice dalla cronologia dei progetti. Il periodo è lo stesso per tutti e tre: dal 6 luglio al 9 ottobre 2026.
Le ore risparmiate non le abbiamo misurate, e non le scriviamo a stima. Quando le misureremo le troverete qui, con la loro data.
Perché ve lo raccontiamo
Perché è la prova più onesta che possiamo darvi. Chi vende automazioni dovrebbe usarle per primo: noi ci lavoriamo dentro tutti i giorni, sappiamo dove funzionano e dove serve ancora una persona. Quando costruiamo un agente per voi si parte dalle stesse regole: cosa fa da solo, cosa chiede prima, cosa non tocca. Il resto lo trovate nella pagina sull'automazione dei processi.